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Voglio un partito che sappia e possa differenziarsi

Dopo aver letto l’ennesima mail di riflessione sul futuro del Pd (che palle!) e sul valore del congresso ormai alle porte (speriamo!) ho poche ma chiarissime idee sul futuro. Intanto qual’è il Pd che voglio e non che vorrei. Voglio un Partito con la P maiuscola, fatto di persone che siano differenti e che permettano al Pd di differenziarsi. Voglio un Partito fatto di persone oneste, trasparenti, con valori morali forti, anche se per questo non bigotte, ma coerenti. Voglio un Partito da dove si possa finalmente levare a gran voce il grido “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e non dove si vanno a sindacare i valori dei peccati e la grandezza delle pietre. Voglio un partito fatto di contenuti, visto che sino ad ora di contenuti ne ho visti davvero pochi. Persino tutti quelli e quelle, giovani e “meno giovani”, che tentano di riportare il dibattito congressuale ai contenuti mi appaiono non averne. Voglio che il Pd spieghi al Paese che idea di Partito ha in testa e che idea di Paese ha nella propria visione. Voglio un Partito che sappia fornire delle risposte vere, concrete e coerenti. Voglio un Partito che non si candidi a rappresentare gli interessi di una categoria, in primis quella politica, ma che possa rappresentare, laicamente, tutti: i giovani, le donne, le famiglie, gli operai, i liberi professionisti, i nuovi cittadini, le mamme, gli imprenditori, i disoccupati, gli amministratori. Voglio un Pd che sappia dimostrare di essere in grado di governare per competenze e per buona volontà, con impegno e con responsabilità. Voglio un Partito che sia in grado di decidere e di assumersi le sue responsabilità. Voglio un Partito che sappia ascoltare. Voglio un Partito che il confronto lo fa davvero, con schiettezza e serenità, che non abbia paura di discutere e che sia un luogo dove le decisioni non le prendano in tre. Voglio un Partito che sappia essere e fare il Partito, che possa essere credibile anche alla vista di chi lo guarda da fuori. Si perché fuori dal Pd esiste un mondo, di cui sarebbe il caso, finalmente di accorgerci!

Cedere alle tentazioni

E così cedo anche a questa tentazione! ho comprato e cominciato a leggere, giusto ieri, Oltre la rottamazione di Matteo Renzi. Curiosità. Pura curiosità! In fondo nel 2009 mi sono imbattuta anche nella lettura di “la paura e la speranza”, di Giulio Tremonti. E non mi sono convertita al Pdl, decisamente no. Stimolata dai pareri contrastanti raccolti da amici e conoscenti su questo “pamphlet”,  mi accingo alla lettura. Arrivata a pagina 21 “ahimè” scopro di ritrovarmi in tante delle cose che il nostro giovinastro scrive. Impossibile non condividere l’irragionevolezza che sta in una legge come la Bossi- Fini o la necessità di porre rimedio a quella frattura che si è consolidata negli anni tra il ceto politico e la vita quotidiana. E ancora, come non approvare l’appello di Renzi di richiamo alla gentilezza, rifiutando quel che si definisce “l’imbarbarimento” della politica. Ma del resto tutto ciò il Pd lo ha sempre sostenuto. Quindi mi riservo di continuare la mia lettura, augurandomi di trovare qualcosa di più. 

Ricominciamo

E così anche io cedo ad un sano egocentrico esibizionismo mediatico. Del resto ogni politico e politica che si rispetti questa inclinazione, più o meno innata, deve possederla. Da oggi userò questo spazio per i miei pensieri. Da una parte le idee, le riflessioni e le opinioni sui massimi sistemi, su quel che accade nell’universo politico e in particolare nel piccolo grande mondo PD. Con qualche eccedenza filosofica e qualche licenza critica. Dall’altra quel che leggo, vedo, ascolto. Insomma il resto della mia vita di donna, lavoratrice, lettrice, appassionata da musica e cinema e fissata con alcuni improbabili particolari. Si ricomincia da qui. Perché la strada è ancora lunga e tutta in salita (si dice così, no?).
E allora da qui ripartiamo. Insieme!