Tornare…

…alla vita quotidiana dopo aver trascorso quattro giorni, ora più ora meno, in una terra così diversa, seppur così vicina fa riflettere. Quale terra? La Campania, nello specifico la provincia di Caserta nelle Terre di Don Peppe Diana. Terra dove esistono alcuni beni confiscati alla Camorra e affidati ad una cooperativa. Conosciuta qualche tempo fa, grazie al lavoro che faccio, la cooperativa che produce la mozzarella della legalità, sono stata qualche giorno da quelle parti, nel caseificio, ma anche nei campi di frutta che da qualche mese i sei ragazzi della cooperativa si sono trovati a gestire. E ora tornare qui, dopo aver vissuto intensamente, attraversando luoghi e ascoltando racconti fa davvero pensare. Una terra così apparentemente dura, governata da un sistema, la camorra, troppo impegnata a fare soldi e ad accrescere il proprio potere e con poca pietà per le persone che quella terra la abitano con onestà e genuinità. Una terra che fino a qualche giorno fa avevo conosciuto sfiorandola o leggendola da libri come Gomorra di Roberto Saviano, si è rivelata un luogo speciale. Ad abitarla ci sono ancora persone generose e con grande senso di civiltà e legalità, con un senso dell’ospitalità e un altruismo disarmanti. Seguire da vicino la vita quotidiana dei ragazzi della cooperativa piacevolmente sorprende. Tutti poco più che trentenni, i ragazzi delle Terre di Don Peppe Diana, hanno scelto di dedicare la loro vita alla propria terra, di lottare con sobrietà e duro impegno per ridare speranza alla gente onesta che la abita e che si merita di più della prepotenza della camorra. E basta vedere il loro sorriso pulito, ascoltare le loro testimonianze e seguire le loro azioni per rendersi conto che qualcosa sta cambiando, anche li, in Campania, nella terra che troppo spesso viene identificata solo con morti ammazzati per un briciolo di potere in più o per qualche interesse o confine non rispettato.Tornare a Milano, tornare al lavoro e alla vita di sempre allora fa riflettere. Fa pensare che sarebbe bello ricominciare a valorizzare ciò che valore ha, per davvero. Ricominciare a dare il giusto peso alle questioni seriamente importanti, a quell’associazionismo tra persone e associazioni, guidato da Libera, che fa per davvero la differenza. E finalmente ricominciare a considerare l’Italia un Paese dove i personalismi cattivi, i personaggi corrotti e condannati devono essere messi in un angolo, privati dei loro poteri e non su tutte le prime pagine dei quotidiani, descrivendoli ancora come fondamentali e condizionanti per la vita del Paese. Ricominciare da chi, come quei ragazzi conosciuti in questi giorni, un esempio lo sono per davvero per tutti noi. Solo così l’Italia potrà rialzare la testa e riuscire ad essere un Paese migliore!