Una musica può fare

E’ evidente e ormai provato come la musica possa fare molto e arrivare lontano. In effetti questo ci ha dimostrato anche l’incontro di ieri, lunedì 22 luglio, #Piumusicalive, organizzato da Stefano Boeri e dalla rivista Rolling Stone al Teatro Parenti di Milano. L’obiettivo? confezionare una nuova legge che normi gli spettacoli dal vivo. Parola d’ordine SEMPLIFICAZIONE. Una parola che nel nostro Bel Paese sembra far rima solo con burocratizzazione. E la proposta di legge, che con tutta probabilità sarà presentata ufficialmente in autunno è riassumibile in tre punti. 1 creare uno sportello unico per i grandi eventi (oltre 200 spettatori) e nuove norme per decibel e zonizzazione. 2 introdurre, sulla falsa riga del Live Music Act inglese, la possibilità dell’autocertificazione per spettacoli di modeste dimensioni, anche per quel che riguarda il pagamento SIAE (un nome che tra i gestori di locali ed eventi fa paura!). 3 introdurre una norma che istituisca ufficialmente le piccole imprese creative. Ad intervenire all’appuntamento di lancio della proposta di legge diversi personaggi dello scenario musicale italiano: musicisti, produttori, giornalisti e gestori di importanti realtà milanesi (le ormai uniche realtà rimaste a fare ancora musica dal vivo!) come il Circolo MagnoliaAd intervenire alla serata di ieri, rigorosamente in collegamento video il ministro alla cultura Massimo Bray, che oltre ad aver condiviso tutti i punti della proposta di legge promossa da Boeri, ha spiegato come al nostro Paese serva più che mai una legge per la musica dal vivo, ma anche una nuova regolamentazione che sappia valorizzare le nostre imprese culturali e creative e tutto il nostro prezioso e unico patrimonio artistico. L’Italia dovrebbe imparare a vivere soprattutto di questo, invece che continuare a pensare che con la “cultura non si mangia”.